Bologna è una città particolarmente grande, precisamente si tratta del settimo comune italiano per popolazione, e dal 1° Gennaio 2015 diventerà una delle dieci città metropolitane d’Italia. Le sue dimensioni sono ragguardevoli insomma, ma tutt’altro che ingiustificate, poiché a Bologna c’è davvero molto da vedere e da conoscere, partendo dal suo Archiginnasio, prestigiosissima università dei tempi passati, per arrivare poi alla Basilica di San Petronio, alla sua sconfinata serie di antichi portici, tuttora parte dell’ossatura stessa della città, per non parlare della sua scatenata vita notturna.

Una volta giunti a Bologna, una delle prime cose a cui dover pensare è dove trascorrere la notte, a meno che non intendiate accomodarvi sotto un ponte, o aspettare l’avvento dell’alba al pari d’una mistica epifania a zonzo per le strade della città, con un fiasco di Romagna Albana stretto in grembo quasi fosse prole a carico.

Per i meno avventurosi in sostanza, Bologna offre una vasta scelta di hotel, B&B ed appartamenti in affitto, nei quali potrete attendere che sorga il sole comodamente sdraiati sopra un materasso che non sia lastricato. Tra gli hotel più famosi possiamo citare il Grand Hotel Majestic Già Baglioni, un cinque stelle adatto a chi intende crogiolarsi nella più florida e sfrenata opulenza, l’Aemilia Hotel, un quattro stelle in cui il lusso non manca di certo, con l’ulteriore incentivo di avere dei prezzi veramente vantaggiosi, e l’Hotel Porta San Mamolo, un hotel a tre stelle situato a dieci minuti a piedi dal centro storico, dotato tra l’altro di un magnifico giardino.

Per ulteriori approfondimenti, potrete consultare la guida Soggiornare a Bologna.

Cosa vedere a Bologna

A Bologna le cose più importanti da conoscere sono solitamente relative all’aspetto storico e culturale della regione, ed affondando le loro radici nel passato della città. Come non citare ad esempio la famosa Basilica di San Petronio, la chiesa più imponente e più importante di Bologna, nonché la sesta più grande di tutta Europa.

Basilica di San Petronio

La Basilica di San Petronio ha alle spalle una storia travagliata, al punto che la sua realizzazione non è mai stata ultimata, e si tratta ancora oggi di un enorme opera incompiuta. Ad essa si deve la realizzazione dell’Archiginnasio, avvenuta nel XVI secolo principalmente per ostacolare il cantiere della basilica, ed impedire che questa potesse diventare più grande di San Pietro.

Archiginnasio

L’Archiginnasio è l’antica sede dell’università di Bologna, progettata da Antonio Morandi e commissionata da Papa Pio IV, e fungeva da catalizzatore per tutti gli studenti universitari che vivevano in città, poiché fino a quel periodo le sedi erano letteralmente disperse agli angoli più disparati di Bologna stessa. Una delle maggiori peculiarità dell’Archiginnasio era la cosiddetta sala anatomica, una sala dedicata appositamente allo studio dell’anatomia ma strutturata alla maniera di un anfiteatro.

Al secondo piano dell’Archiginnasio si trovavano le sale dei Legisti, gli studenti di diritto civile e canonico, e degli Artisti, ovverosia coloro che si dedicavano alle altre discipline. Benché tecnicamente essi fossero messi idealmente sullo stesso piano, ed avessero infatti dieci aule a testa, gli Artisti venivano considerati come “figli di un dio minore” come si suol dire, e lo testimonia il fatto che i Legisti, a differenza loro, avessero tutte le aule comodamente disposte lungo il corridoio principale del piano.

Ad oggi le due sale sono state ribattezzate Sala dello Stabat Mater (quella dei Legisti) e Sala di Lettura della Biblioteca Comunale (quella degli Artisti).

Basilica di Santo Stefano

Tornando invece in ambito architettonico-religioso un’altra opera degna di nota è la Basilica di Santo Stefano, chiamata anche “complesso delle sette chiese”. La leggenda vuole che fu proprio San Petronio, vescovo di Bologna dal 431 al 450, ad avere avuto l’idea di realizzarla. La basilica è composta da diverse strutture: la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Basilica dei Santi Vitale e Agricola, la Corte di Pilato, la Chiesa della Trinità (o Martyrium), il Chiostro, la Chiesa della Benda ed il Museo.

La Basilica di Santo Stefano a Bologna
La Basilica di Santo Stefano a Bologna

La Basilica di Santo Stefano è particolarmente famosa anche per un noto equivoco storico, secondo il quale fu rinvenuta la salma di San Pietro nella Basilica dei Santi Vitale e Agricola agli inizi del XV secolo. Per questo motivo Papa Eugenio IV la fece scoperchiare e riempire di terra, in modo tale che non potesse sottrarre il flusso di pellegrini a Roma.

Santuario di San Luca

Sempre rimanendo in tema di monumenti religiosi, sul Colle della Guardia di Bologna sorge il Santuario di San Luca, particolarmente famoso per due motivi: il primo è l’icona conservata al suo interno, un dipinto attribuito, secondo le credenze popolari allo stesso evangelista Luca; il secondo è il cosiddetto “miracolo della pioggia”, ovverosia la processione che i bolognesi organizzarono per pregare per la fine delle piogge che stavano flagellando i campi nel corso di tutto il periodo primaverile, fino all’inizio di quello estivo.

Giardini Margherita

Se dopo le escursioni nei luoghi sacri alla cristianità intendete fare un break, magari per rilassarvi un attimo e ricaricare le energie fisiche e mentali, i Giardini Margherita possono essere il posto più adatto. Si tratta del più grande parco della città, inaugurato il 6 Luglio 1879 e dedicato proprio alla regina Margherita, e si estende per una superficie di circa 26 ettari.

Pinacoteca Nazionale

Da qui poi si potrà proseguire verso la Pinacoteca Nazionale, nota come una delle più grandi pinacoteche d’Italia, che ha sede in via delle Belle Arti 56, nel quartiere universitario. Qui sono raccolti numerosi quadri, specialmente dal 1796 in poi, ovverosia dalla caduta del Regime Pontificio. Con la nuova legislazione furono infatti soppressi numerosi conventi, sedi di mestieri e corporazioni e sedi del vecchio regime, e gran parte delle opere finirono con l’infoltire la collezione della pinacoteca. Dal 1997, in seguito alle ultime opere di ristrutturazione e modernizzazione dell’edificio, è diventata a tutti gli effetti una delle gallerie europee più moderne ed importanti.

Palazzo del Podestà

Per rimanere lungo il filone artistico-culturale della città potremo a questo punto spostarci in Piazza Maggiore, nel cuore del centro storico bolognese, per ammirare il palazzo del Podestà, edificato agli inizi del XIII secolo come sede operativa del podestà e dei suoi funzionari. Il palazzo fu sottoposto ad interventi di ampliamento, il più rilevante dei quali risulta essere l’annessione alla struttura del palazzo Re Enzo (così chiamato poiché divenne la dimora coatta di Re Enzo di Sardegna, appena tre anni dopo la sua costruzione), un edificio ideato per allargare appunto il complesso generale del palazzo del Podestà, in quanto la partecipazione popolare alle vicende di governo era talmente ampia che il solo edificio originale risultò effettivamente troppo angusto.

Il palazzo del Podestà di Bologna
Il palazzo del Podestà di Bologna

Palazzo d’Accursio

Da un palazzo all’altro, senza la necessità di spostarci troppo saltiamo fino al palazzo d’Accursio, un complesso inizialmente formato unicamente dall’abitazione del famoso giurista bolognese Accursio. Nel 1336 questo edificio divenne residenza della magistratura comunale (nota con il nome de “gli Anziani”), e venne ristrutturato nel XV secolo da Fioravante Fioravanti, che arricchì la struttura con l’orologio che ancora oggi troneggia incastonato nella Torre d’Accursio. Questo palazzo è tristemente famoso anche per la strage che vi si consumò il 21 Novembre 1920, nel corso degli scontri fra fascisti, Guardie Rosse e Guardie Regie, che provocò 10 morti e 58 feriti e rimase nota alle cronache come la “Strage di Palazzo d’Accursio”.

Piazza Maggiore

Entrambe le strutture, tanto il palazzo del Podestà quanto il palazzo d’Accursio, sorgono punto su Piazza Maggiore come già detto; spostiamo allora il nostro focus su questa bellissima piazza, costruita anch’essa nel XIII secolo e sottoposta nel tempo a diversi interventi di restaurazione. Il più importante tra questi, avvenuto per volere di Papa Pio IV, permise la creazione dell’attigua Piazza del Nettuno, nota principalmente per la meravigliosa fontana che vi sorge al centro.

Fontana del Nettuno

La fontana del Nettuno fu progettata da Tommaso Laureti nel 1563, mentre la statua a cui essa deve la sua fama e la sua effettiva magnificenza è un capolavoro dello scultore fiammingo Giambologna, che la pose proprio all’intersezione tra le antiche vie che determinavano il centro della città in epoca romana: il cardo ed il decumano.

Torri Asinelli e Garisenda

Un altro simbolo storico di Bologna sono le sue numerose torri, molte delle quali sono però state demolite nel corso dei secoli. Si stima infatti che, a cavallo tra il 1100 ed il 1200, la città contasse ben 180 torri differenti. Vista dall’alto, in sostanza, poteva assomigliare vagamente al letto di un fachiro.

Le due torri più famose di Bologna sono la Torre di Asinelli e la Torre di Garisenda, due sorelle pendenti uniche al mondo. La Torre di Asinelli in particolare è la più alta torre pendente di tutta Italia, poiché s’eleva dal suolo per ben 97 metri, mentre la Garisenda, è stata citata più volte da Dante Alighieri nei suoi testi, in particolare nella Divina Commedia in cui propone l’analogia fra l’edificio ed Anteo chinato.

Portici di Bologna

Come ultimo elemento storico particolarmente rilevante citiamo i portici di cui è dotata la città. Magari li avete visti, senza fare loro troppo caso, li avete usati per ripararvi dalla pioggia, o semplicemente sono risultati talmente integrati nel panorama cittadino generale, che non vi sono nemmeno saltati all’occhio. In realtà, a ben notare l’intera struttura cittadina di Bologna, potrete notare che i portici sono un motivo ricorrente lungo molte delle sue vie, e sono particolarmente presenti entro i confini del centro storico.

Bologna è infatti la città con più portici al mondo, al punto che se fossero messi tutti l’uno accanto all’altro, andrebbero a formare una sterminata catena lunga circa 40 chilometri. Il perché di questo fatto curioso è presto spiegato: mentre le grandi città stavano via via abbandonando questa soluzione architettonica, o quantomeno stavano provandoci, al contrario lo Statuto Comunale del 1288 stabilì che ogni abitazione avrebbe dovuto prevedere la costruzione di un portico, e quelle che non l’avevano ancora erano tenute a rimediare. Una scelta in forte controtendenza con le mode del momento.

Via Indipendenza

Dopo tanti cenni storici, magari potrete avere voglia di qualcosa di più leggero, più mondano. E allora non resta che fare un salto in Via Indipendenza, la via principale della città, che attraversa l’urbe da Piazza Maggiore correndo fino alla stazione ferroviaria. Questa via, costruita nel 1890 (abbiate pazienza, s’è detto meno storia, non niente storia) è la zona shopping principale della città, ed è traboccante di negozi di ogni genere, con una particolare presenza di boutique d’abbigliamento.

Lungo Via Indipendenza potrete inoltre trovare ristoranti, fast food, artisti di strada, alberghi e B&B e, per coloro che tra voi ancora non sono sazi di cultura, si possono segnalare nei suoi pressi due luoghi particolarmente rilevanti: l’Arena del Sole, il più grande teatro di tutta Bologna, e la Piazza VIII Agosto, una piazza di origini romane divenuta proprietà comunale nel 1219, conosciuta principalmente per il monumento al Popolano di Pasquale Rizzoli che s’erge sul suo suolo, dedicato alla vittoria dei bolognesi sulle truppe austriache avvenuta l’8 Agosto 1848. In Piazza VIII Agosto prende vita, nei giorni ad esso dedicati, anche lo storico mercato “La Piazzola”.

Il monumento al Popolano in Piazza VIII Agosto
Il monumento al Popolano in Piazza VIII Agosto

Cosa fare a Bologna di sera

Andiamo ora a fare una panoramica delle abitudini notturne dei bolognesi, poiché in città, essendo un importantissima miliare della storia delle università, si snoda un traffico impressionante di studenti, scrittori, letterati ed artisti di ogni genere, e questo contribuisce a creare una vera e propria orda che di notte si riversa lungo le strade di Bologna. Ma al contrario del tradizionale marasma giovanile, le cui azioni sono spesso caratterizzate da un forte sottotesto di ispirazione anarchico-nichilistica (“bellazio ci divertiamo, stasera spacchiamo tutto, mi distruggo, ammorte la squola W le bombe” ed analoghe varianti semantiche a piacere, tanto per intenderci), le notti bolognesi si distinguono per un genere di divertimento (talvolta animato anche dai toni eccessivi) probabilmente altrettanto sfrenato, ma notevolmente meno banale.

Bologna è infatti molto rinomata per il suo panorama musicale, tinto principalmente di forti tonalità rock e jazz, ma in generale si può dire che nella maggior parte dei casi tutto ciò che può essere relativo rispetto al mainstream, quindi alternativo in qualche modo, difficilmente troverà una collocazione migliore rispetto alla scena underground bolognese. Insomma, questa è una città in cui, in linea di massima, essere diversi non è un difetto, ma una caratteristica. Va da sé che le sonorità prettamente commerciali non siano particolarmente apprezzate dai più.

Le zone di Bologna più accese quando cala il sole sono via del Pratello, via Zamboni e via delle Belle Arti, ma gran parte della città è disseminata di locali di ogni genere, al punto che, se doveste trovarvi a passeggiare di sera per le sue vie, difficilmente non riuscirete a trovare un posto dove potervi divertire.

Enogastronomia di Bologna

La città di Bologna è tutta da scoprire, partendo proprio dalle sue peculiari abitudini alimentari. Uno dei maggiori punti di forza della cucina bolognese è la pasta all’uovo, componente fondamentale per la preparazione dei caratteristici tortellini ripieni di carne, e delle lasagne farcite con il famosissimo ragù alla bolognese.

Un altro alimento particolarmente conosciuto è la Mortadella Bologna, un prodotto di salumeria realizzato con carne suina tritata, lardo e spezie, che ha fatto la fortuna del capoluogo emiliano al punto da essere stata ufficialmente riconosciuta come prodotto IGP. Tutte le mortadelle prive del marchio che riconosce l’indicazione geografica protetta, sono infatti da considerarsi “imitazioni” della vera mortadella bolognese.

La Mortadella Bologna, un prodotto IGP
La Mortadella Bologna, un prodotto IGP