Avellino è la quarta provincia (su cinque) della Campania, sia per estensione che per numero di abitanti, ed è situata nella cosiddetta ‘conca avellinese’, una valle di origine vulcanica dell’Appennino campano.

Il comune di Avellino confina ad est col Monte Tuoro, a sud-est coi Picentini e a nord-ovest col massiccio del Montevergine.

Cosa vedere

Avellino, nonostante non sia una delle mete turistiche privilegiate della Campania, può regalare comunque ai suoi visitatori una bellissima esperienza: in questo articolo, vogliamo elencarvi alcuni dei luoghi di maggior interesse del capoluogo irpino, invitandovi a visitare anche i posti da noi non recensiti: siamo sicuri che sarà per voi una piacevole sorpresa!

La Cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Modestino

La Cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Modestino, più facilmente identificato come Duomo di Avellino, è senza dubbio l’edificio religioso più importante della città. Costruita verso la metà del XII secolo, la Cattedrale fu dedicata a San Modestino, il Santo patrono della città, per volere del vescovo Roberto, che si occupò personalmente dell’edificazione dell’edificio di culto.

Durante il corso dei secoli, il Duomo di Avellino subì numerosi restauri, che ne cambiarono vistosamente l’aspetto: tra il Seicento e il Settecento, infatti, vi fu quella che potremmo definire la ‘svolta barocca‘, con il rifacimento secondo questo stile architettonico, a sostituzione dell’originario stile romanico; verso la fine dell’Ottocento, invece, la facciata fu rifatta in stile neoclassico, aspetto che mantiene tuttora.

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La Cattedrale di Santa Maria Assunta e di San Modestino, il Duomo di Avellino

I bombardamenti subiti dalla città durante la Seconda Guerra Mondiale e, soprattutto, il disastroso terremoto del 1980, portarono a due ulteriori restauri, che ci regalano questo bell’edificio così come lo possiamo ammirare oggi. Dalla pianta latina a tre navate, la chiesa presenta ben 9 cappelle al suo interno, oltre ad alcune pregevoli opere, come la Maria Assunta in cielo di Michele Ricciardi (posta sul soffitto della navata centrale) o ancora le tele del medesimo artista raffiguranti i santi Francesco Saverio, Carlo Borromeo, Andrea Avellino, Modestino di Antiochia e Gaetano Thiene; infine, da notare il famoso ‘tesoro di San Modestino‘, custodito nell’omonima cappella.

La Torre dell’Orologio

La Torre dell’Orologio è indiscutibilmente il simbolo della città di Avellino. Situata alle spalle delle palazzine di Piazza Amendola la torre, che misura ben 36 metri, ha origini incerte. Secondo la tradizione locale, sarebbe infatti stata edificata su delle preesistenti torri di avvistamento inglobate nelle antiche mura di Avellino, a loro volta costruite su resti di mura romane.

Studi recenti, però, hanno dimostrato come l’ipotesi più valida fosse quella della sua costruzione nel XVII secolo, sotto il principe Francesco Marino Caracciolo, che volle così dimostrare il proprio dominio sulla città, oltre che il prestigio della propria famiglia; il progetto, con ogni probabilità, venne affidati all’architetto Cosimo Fanzago, che fu aiutato nella costruzione dell’opera dal famoso Giovan Battista Nauclerio, che si trovava di passaggio nel capoluogo irpino.

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La Torre dell’Orologio, uno dei simboli più importanti della città irpina

La Torre – e questo è dimostrato con certezza – subì un importante restauro nel 1782, a ricordare il quale vi è una lapide commemorativa alla sua base. Più di altri edifici di Avellino, la Torre dell’Orologio subì la catastrofe del terremoto dell’80, crollando quasi totalmente: fu necessaria una sua ricostruzione che, in parte, fu realizzata utilizzando i pezzi crollati, cercando di ricostruirla il più possibile simile all’originale.

Il Museo Irpino

Il Museo Irpino è il polo museale più importante della città di Avellino. Originariamente, la sua sede unica era in Corso Europa, che ospitava tutte le collezioni dalla nascita del Museo Archeologico, nella seconda metà dell’Ottocento, che ebbe la fortuna di custodire la preziosa collezione di reperti donata da Giuseppe Zigarelli al Comune di Avellino.

Dal 1970, a questa importante collezione si aggiunse anche il Museo del Risorgimento, che ospitava numerose testimonianze (soprattutto documentarie) dei nostri patrioti, che coprono un arco temporale che va dal 1799 al 1915; voluta dal prof. Fausto Grimaldi, che si occupò in prima persona della raccolta, fu chiusa verso la fine degli anni ’90, per far spazio alla neonata Mediateca Provinciale.

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L’ex-carcere borbonico di Avellino visto dall’alto

Fortunatamente, nel 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, i documenti di questo museo – che nel frattempo erano stati conservati nei depositi di Corso Europa – furono trasferiti nell’attuale sede dell’ex carcere borbonico, tornando a disposizione della comunità avellinese; l’ex-carcere borbonico, inoltre, ospita anche l’importante Pinacoteca Provinciale, che conserva numerosi dipinti di artisti campani, soprattutto irpini; è divisa in quattro sezioni, dedicate rispettivamente ai pittori irpini, ad Achille Martelli, alla pittura napoletana (soprattutto alla “Scuola di Posillipo”) ed alla ritrattistica.

Il Santuario di Montevergine

Una delle attrattive principali di Avellino è sicuramente il famoso Santuario di Montevergine, un complesso monastico situato nel comune di Mercogliano, sull’omonimo massiccio; Montevergine, a testimonianza della sua grande importanza, è una delle sei abbazie territoriali italiane. 

Luogo di culto e – soprattutto – di pellegrinaggio, al suo interno contiene il celebre quadro della Madonna di Montevergine, che viene visitato ogni anno da quasi 2 milioni di fedeli. Il Santuario nacque dopo l’eremitaggio di Guglielmo di Vercelli, che decise di fermarsi in Irpinia per meditare; il suo esempio, fu seguito in breve tempo da alcuni eremiti, che costruirono la prima chiesa nel 1126, dedicata appunto alla Madonna.

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Santuario di Montevergine

Nel corso dei secoli, il luogo cominciò ad ospitare sempre più monaci, che si riunirono in una congregazione (detta Virginiana), riconosciuta nel 1879 da papa Leone XIII. Grazie all’offerta delle autorità ecclesiastiche e civili – ma anche di semplici fedeli – il Santuario raggiunse il suo apice tra il XII e il XIV secolo; oggi, il Santuario può disporre, oltre che di quella che sarebbe diventata la basilica cattedrale, anche della basilica antica (XVII secolo) e del monastero, oltre che delle recenti aggiunte (XX secolo) della cripta (che custodisce il sarcofago con i resti di San Guglielmo), della sala dell’ex-voto e del Museo del Santuario di Montevergine, anch’esso visitatissimo dai turisti.

Il Parco Urbano di Santo Spirito

Il Parco Urbano di Santo Spirito è il vero polmone verde della città irpina, coi suoi 120 mila metri quadri di estensione. Inaugurato per la prima volta nel 2010, fu costruito per tentare di riqualificare un’area, quella a sud della città, non ancora sufficientemente valorizzata. Nei primi due anni di vita, la grande area comprendente campi da calcio, basket, volley, rugby, piste ciclabili, piste da jogging, e spazio giochi per bambini, non funzionò a dovere: dopo 2 anni di incuria e degrado, il Parco venne chiuso.

Fortunatamente, il Comune decise di tornare a investire sul Parco, operando una serie di ristrutturazioni e di controlli maggiori sull’area, che fu nuovamente inaugurata nel maggio del 2013, intitolata ad Antonio Manganelli, il Capo della Polizia prematuramente scomparso due mesi prima, originario di Avellino, e che con Avellino aveva un rapporto speciale.

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Il Parco Urbano di Santo Spirito, nella zona sud di Avellino

Questa nuova versione del Parco, che prevede la realizzazione (per ora ancora sulla carta) di una serie di aree-ristoro per gustare le specialità irpine, sembra essere maggiormente funzionante rispetto alla precedente: l’attenzione che le autorità e i cittadini stanno mettendo nel ‘non guastare’ questo importante progetto, rende il Parco Urbano di Santo Spirito uno dei luoghi di Avellino più interessanti da visitare.

Dove alloggiare

Ecco a voi alcuni piccoli consigli su dove alloggiare durante il vostro soggiorno irpino.

Hotel de la Ville (4 stelle)

Sito web: www.hoteldelavilleavellino.it
E-mail: info@hoteldelavilleavellino.it
Tel.: 0825-780911
Indirizzo: Via Palatucci, 20 – 83100 Avellino

Viva Hotel (4 stelle)

Sito web: www.vivahotel.it
E-mail: info@vivahotel.it
Tel.: 0825-25822
Indirizzo: Via Circumvallazione, 123 – 83100 Avellino

Bel Sito Hotel Le Due Torri (4 stelle)

Sito web: www.belsitohotelduetorri.it
E-mail: info@belsitohotelduetorri.it
Tel.: 0825-670001
Indirizzo: Via Appia – 83030 Manocalzati (AV)