Ghetto ebraico e sinagoga di Reggio Emilia

Il ghetto ebraico è il luogo ove furono confinati gli ebrei di Reggio Emilia nel XVII secolo, ed al suo interno è presente una bellissima sinagoga, oggi utilizzata per ospitare concerti e manifestazioni culturali

Ghetto ebraico e sinagoga di Reggio Emilia

Il ghetto ebraico di Reggio Emilia è il luogo nel quale fu confinata la comunità ebraica reggiana nel XVII secolo, ed entro i suoi confini è presente una bellissima sinagoga eretta nella seconda metà del 1800 in sostituzione di quella precedente, e recentemente ristrutturata.

Cenni storici

La storia del ghetto ebraico di Reggio Emilia risale al XVII secolo, quando l’allora duchessa Laura Martinozzi d’Este decise di istituire uno spazio entro il quale confinare gli ebrei per motivi di ordine pubblico. Il decreto emanato dalla duchessa parlava infatti di disordini causati dalla vicinanza tra le abitazioni di ebrei e cristiani in città, e fu per questa ragione che dal 1671 iniziarono i lavori di costruzione del ghetto, situato tra le vie Monzermone, dell’Aquila, della Volta e Caggiati.

Stando ai documenti dell’epoca, in quest’area furono costrette a risiedere 885 persone; a qualsiasi ebreo fu inoltre fatto divieto di affitto o compravendita di immobili al di fuori del ghetto stesso, salvo possesso di specifica licenza ducale. Gli stessi ebrei vennero anche costretti a portare un segno distintivo, consistente in un nastro rosso.

La storica via della Volta, che delimitava l'area del ghetto di Reggio Emilia

La storica via della Volta, che delimitava l’area del ghetto di Reggio Emilia

All’interno del ghetto di Reggio Emilia venne costruita anche una sinagoga, inaugurata nel 1672 e sostituita poco meno di due secoli più tardi da un secondo edificio. L’attuale sinagoga è infatti una versione ristrutturata e migliorata della precedente struttura, ed i lavori alla sua costruzione iniziarono nel 1857, concludendosi un anno più tardi. Entro i confini del ghetto di Reggio Emilia era situato anche un cimitero, spostato poi al di fuori delle mura cittadine attorno al 1808.

Cosa vedere

Nel ghetto di Reggio Emilia sono presenti diverse strutture che si rifanno ai periodi in cui gli ebrei furono in esso confinati, la più importante delle quali rimane, per il suo intrinseco valore storico, culturale e religioso, la sinagoga.

La sinagoga

Il progetto della nuova sinagoga venne disegnato dall’architetto reggiano Pietro Marchelli nel 1856, e consistette in una massiccia ricostruzione della precedente struttura. La sinagoga venne poi inaugurata il 15 Gennaio 1858, e venne citata dallo stesso Marchelli come una delle sue opere più riuscite. L’edificio, ribattezzato con il nome di Tempio Maggiore, venne progettato e costruito in stile neoclassico, ed i suoi spaziosi interni furono decorati con affreschi e colonne. In particolare un finto colonnato e quattro pilastri delimitavano la sala dedicata alla preghiera, e la luce penetrava direttamente dalla bellissima volta.

La nuova sinagoga divenne subito il centro della vita comunitaria ebraica essendo, tra le altre cose, anche sede della scuola ebraica.Essa venne però danneggiata pesantemente da un bombardamento aereo operato nel corso della seconda guerra mondiale, più precisamente tra il 7 e l’8 Gennaio del 1944. Le bombe fecero crollare la sua bellissima volta a padiglione, ed in seguito al termine del conflitto l’edificio non venne più utilizzato come luogo di culto, dato il bassissimo numero di ebrei rimasti in città.

La volta della sinagoga di Reggio Emilia

La volta della sinagoga di Reggio Emilia

La sinagoga del ghetto di Reggio Emilia venne così utilizzata per i fini più disparati, divenendo tra le altre cose anche una tipografia ed un magazzino, senza godere di alcun genere di opera manutentiva. Solo nel 1990 il comune di Reggio Emilia e la comunità ebraica di Modena decisero di ristrutturare l’edificio, che venne riaperto al pubblico il 7 Settembre 2008 in occasione della nona Giornata Europea della Cultura Ebraica.

Ad oggi la sinagoga è utilizzata per ospitare concerti, mostre e presentazioni d’ogni genere.

Come arrivare

Per raggiungere il ghetto di Reggio Emilia in automobile, dalla stazione dei treni imboccare via Eritrea, svoltare a destra per via Lama Golese e girare alla prima a destra per immettersi in Viale Piave (SS9). Proseguire lungo la Statale fino all’incrocio con viale Antonio Allegri, girare a sinistra proseguendo lungo quest’ultimo fino ad immettersi in Corso Benedetto Cairoli. Girare a sinistra e prendere poi la prima a destra, via Monzermone; girare ancora a destra per via S. Rocco e poi a sinistra, per via dell’Aquila.

Le fermate degli autobus più vicine sono la fermata Inc. Via Monzermone, servita dalla linea mE e la fermata di Piazza Gioberti, servita dalle linee 4+, 4, 5, mE e mG.

Orari e tariffe

Il ghetto è visitabile liberamente, mentre l’ingresso alla sinagoga è consentito in occasione di specifiche iniziative o visite guidate. Per ulteriori informazioni contattare l’ufficio dei Musei Civici al numero di telefono presente nella sezione contatti.

Contatti

Indirizzo: Via dell’Aquila, 3, 42121 Reggio Emilia
Telefono Uffici Musei Civici: 0522 456477

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