La tradizione culinaria cesenate-forlivese non è particolarmente ricca di pietanze tradizionali, poiché l’alimentazione regionale fu fortemente limitata attraverso i secoli dapprima dai capricci delle piccole signorie instabili e tiranniche, che raramente hanno contribuito ad accrescere il patrimonio culinario locale data la modestia delle loro mense, e successivamente dal lungo e repressivo dominio della Chiesa a cui fu soggetto il territorio.

Latita in particolare l’apporto relativo alla tradizione marinara, che quasi mai è riuscita ad estendersi, dal punto di vista gastronomico, al di là di una strettissima localizzazione circoscritta alle zone costiere (sebbene paradossalmente l’Adriatico non disti che 14 chilometri da Cesena). Parlando di cosa poter mangiare a Forlì-Cesena, anche tra i prodotti caseari e di salumeria la scelta è non è poi così ampia, al punto che (salvo poche eccezioni) è effettivamente possibile ridurre il panorama culinario cesenate-forlivese al consumo di pane, maiale e pasta all’uovo.

La brutta notizia è insomma che, se si intende assaporare la cucina tipica di quelle terre, a livello di enogastronomia la scelta delle pietanze sarà veramente ridotta all’osso. Né si potrà sperare di trovare esempi di piatti particolarmente sofisticati, dato che la tradizione vuole le tavole di questa provincia imbandite di cibi d’estrazione prevalentemente contadina. Di contro i forlivesi ed i cesenati, avendo una gamma di alimenti a disposizione tutt’altro che vasta, hanno comunque imparato a sfruttarli nella maniera migliore.

Partendo dai primi piatti possiamo trovare i famosi cappelletti, ovverosia pasta all’uovo con un ripieno di carne, di norma cotti e serviti nel brodo (preferibilmente di pollo o di cappone) oppure asciutti. In quest’ultimo caso i cappelletti vengono solitamente serviti con il ragù di carne, o con un sugo di panna, prosciutto e formaggio. Altri prodotti tipici che prevedono l’utilizzo della pasta all’uovo sono le pappardelle, simili alle tagliatelle ma più larghe e ruvide e gli strozzapreti, un’altra tipologia di pasta che prevede sempre il condimento con sughi particolarmente saporiti.

Dove e cosa mangiare a Forlì-Cesena
Un nido di pappardelle all’uovo

Una citazione a parte la merita la piadina, che entra di diritto nell’Olimpo dell’enogastronomia di Forlì-Cesena. Si tratta di un prodotto a base di strutto, farina di frumento, olio d’oliva, sale ed acqua che consiste in una sfoglia cotta su piastre di metallo (anche se originariamente si procedeva alla cottura su piatti di terracotta) inserita nella lista dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani. La piadina può essere usata sia in sostituzione del pane, sia quale piatto unico, nel qual caso viene farcita nei modi più disparati. Gli ingredienti più comuni in questo caso sono la salsiccia, la cipolla, gli affettati di maiale e lo squacquerone, un formaggio fresco e cremoso tipico delle zone della Romagna, che nel 2012 è stato ufficialmente riconosciuto come prodotto DOP (in questo caso si parla di “Squacquerone di Romagna“, analogamente a quanto accade per la “Mortadella Bologna IGP”, poiché lo squacquerone non romagnolo non può ovviamente fregiarsi del marchio DOP).

Particolarmente apprezzato in quelle zone è anche il maiale, del quale “non si butta via nulla” come recita il detto (anche se in tempi recenti ha iniziato ad assumere una risonanza anacronistica, e solo gli irriducibili che rispettano la tradizione alla lettera continuano ad usarne effettivamente ogni sua parte o quasi). I modi di cucinarlo sono molteplici: si va dalla griglia all’arrosto, alla cottura ai ferri, oltre chiaramente alla preparazione di insaccati ed affettati di suino. Anche il pollo (allo spiedo innanzitutto, in alternativa al forno o arrosto) ed il coniglio (specie se cucinato ai ferri o alla cacciatora) sono piatti relativamente consumati, sebbene mantengano comunque un’importanza secondaria rispetto al maiale, vero e proprio sovrano tra carni più consumate in Romagna.

Dove e cosa mangiare a Forlì-Cesena
Un arrosto di maiale

Anche cinghiali, lepri e quaglie sono sempre ben accetti, specialmente negli ambienti vicini alle zone collinari, mentre sta andando via via estinguendosi il consumo di rane e chiocciole, un tempo diffusissime tra la popolazione; ad oggi infatti non è semplice trovare zampe di rana e chiocciole fritte nei ristoranti, e la loro presenza si è ridotta quasi unicamente alle sagre popolari, o alle tavole delle famiglie più legate alla tradizione dell’enogastronomia locale.

Fra i dolci è d’obbligo citare la ciambella (sia la versione con il buco, sia quella a forma di panetto tipica appunto della Romagna centrale), spesso consumata inzuppandola nel vino. E proprio parlando di enologia, la provincia di Forlì-Cesena può vantare un’illustre tradizione vinicola, che ha i suoi campioni nel Sangiovese (particolarmente adatto per accompagnarsi a minestre, selvaggina, brasati, agnello ed alle carni dai sapori forti in generale), nel Trebbiano (un bianco adatto perlopiù agli antipasti, ottimo anche mentre si consuma una piadina), nel Cagnina (spumoso e fruttato, adatto invece ai dolci, in particolare alla ciambella, ed ai marroni arrosto), nell’Albana (un altro bianco, perfetto per accompagnare il cosiddetto “formaggio di fossa”, fichi e confetture di fichi e formaggi erborinati in generale) e nel Pagadebit (eccellente in coppia con i risotti, ma buono anche per accompagnare piatti a base di carni bianche e grigliate di pesce).

Dove e cosa mangiare a Forlì-Cesena
Tutta la provincia vanta una tradizione enologica invidiabile

Dove mangiare in provincia di Forlì-Cesena

Andiamo ora a vedere alcuni posti dove potersi gustare al meglio la cucina tipica della provincia di Forlì-Cesena:

Agriturismo I Filari di Casalbono

Si tratta di un agriturismo situato nella città di Cesena, che propone la cucina tipica di quei luoghi ed è considerato uno dei migliori ristoranti del territorio. Il rapporto qualità/prezzo, stando alle recensioni dei clienti, è semplicemente eccezionale.

Indirizzo: Via Comunale Casalbono 1600, Cesena, Forlì-Cesena
Telefono: 328 224 6655

Ristorante Del Lago

Questo è un ristorante dal clima particolarmente romantico, adatto alle occasioni speciali, e si trova nel comune di Bagno di Romagna. Decisamente consigliato a coloro che si troveranno a transitare lungo quelle zone, perché per un prezzo variabile in media dai 35 ai 60 euro a persona si potranno gustare delle vere e proprie delizie d’alta cucina.

Indirizzo: Via Acquapartita 147, Bagno di Romagna, Forlì-Cesena
Telefono: 0543 903406

Casa della Piadina

Cosa sarebbe una visita nei territori romagnoli senza aver assaggiato la vera piadina, laddove fu inventata? La Casa della Piadina è una delle migliori piadinerie di tutta la provincia, il posto è particolarmente accogliente ed i prezzi sono accessibili. Qui vi troverete di fronte ad un vasto assortimento di piadine capaci di soddisfare ogni gusto: il luogo ideale per farsi, letteralmente, un boccone di Romagna.

Indirizzo: Largo Cairoli, Bertinoro, Forlì-Cesena
Telefono: 340 7914950