Il complesso nuragico di Santa Cristina, ubicato nell’altopiano basaltico di Abbasanta, è uno dei luoghi sacri più importanti risalenti all’età nuragica.

Oltre alla chiesa di Santa Cristina con le sue Cumbessias, il complesso nuragico omonimo comprende anche un tempio a pozzo, la rinomata “capanna delle riunioni”, alcuni nuraghi e resti di strutture residenziali di epoche diverse.

Il patrimonio nuragico dell’area è costituito in modo fondamentale da due unità: il cosiddetto Bau Fenu, che si trova in condizioni davvero molto precarie, ed il nuraghe di Santa Cristina, che da il nome all’intera area.

Quest’ultimo nuraghe, che si trova a sud-ovest del villaggio cristiano, è stato in passato oggetto di numerose esplorazioni scientifiche e diverse campagne di scavo. Viene classificato come nuraghe monotorre a tholos, caratterizzato dalla presenza di una camera voltata a ogiva. Inoltre, alcuni studi recenti hanno messo in mostra alcune antiche strutture addossate al nuraghe la cui epoca storica non è molto chiara, anche se si suppone risalgano al Tardo Antico.

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Un particolare del Nuraghe di Santa Cristina

Descrizione del Nuraghe di Santa Cristina

Questo affascinante reperto archeologico è costituito da un corridoio principale che si trova subito dopo l’acceso, caratterizzato dalla presenza di un architrave frammentario che viene sostenuto da robusti stipiti. Proseguendo, è possibile scorgere una sala circolonare, che come abbiamo detto prima è voltata ad ogiva, le cui dimensioni risultano modeste e che è arricchita da tre nicchie realizzate sfruttando lo spessore delle mura. Si evidenza anche un vano scala, del quale restano solo pochi filari, che svolgeva la funzione di collegamento dei vari piani.

Anche il corridoio è corredato da una nicchia d’andito posizionata sul lato destro proprio di fronte all’apertura dalla quale si accede al vano scala di tipo elicoidale. La copertura è del tipo ad aggetto progressivo fino all’ogiva. La muratura, realizzata con pietre e massi disposti in filari senza l’uso di malte nei giunti, mostra uno spessore progressivamente decrescente verso l’alto.

Il villaggio

Nei pressi del nuraghe di Santa Cristina si trova un villaggio costituito da capanne risalenti a periodi diversi, con alcuni esempi di epoca medievale. Si possono distinguere fra le altre cose ben 3 edifici dalla forma allungata che hanno mantenuto quasi intatta la loro copertura, anche se frutto di numerose rivisitazioni e ristrutturazioni.

Per la loro realizzazione, come in molti altri esempi monumentali sardi, sono stati impiegati i blocchi ed i conci derivanti da altri nuraghi. Nei pressi del monotorre, si trovano altre due strutture (a cassone ed a fossa) del periodo Bizantino con funzione di sepoltura.

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Il Santuario nuragico di Santa Cristina

Il Museo Archeologico Etnografico Palazzo Atzori

Per la visita delle attrazioni del complesso nuragico di Santa Cristina è possibile rivolgersi al servizio locale di visite guidate. Inoltre a Paulilatino, sarà possibile visitare il Museo Archeologico Etnografico a Palazzo Atzori, che rispetta i seguenti orari:

  • periodo estivo – dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle ore 15:00 alle 19:30
  • periodo invernale – dalle ore 9:30 alle 13:00 e dalle ore 15:00 alle 18:00

L’accesso al Museo Archeologico Etnografico è possibile previo acquisto di un ticket pari a 5 euro (versione ridotta 2.50 euro, ingresso gratuito per i bambini di età inferiore a 5 anni).