Il Changdeokgung (letteralmente: “palazzo dove prospera virtù”), noto anche come palazzo di Changdeokgung o di Changdeoksi trova all’interno di un grande parco in Jongno-gu, a Seul.

Si tratta di uno dei ‘Cinque grandi palazzi‘ costruiti dai re della dinastia Joseon (1392-1897), ed era il preferito di molti dei principi Joseon; qui sono conservati molti elementi risalenti al periodo dei Tre Regni di Corea che non sono stati inseriti nel più recente Gyeongbokgung, come il fatto che i suoi edifici si fondono con la natura, piuttosto che sovrastarla.

Come gli altri Cinque grandi palazzi di Seul, è stato pesantemente danneggiato durante l’occupazione giapponese della Corea (1910-1945): attualmente, sono conservate appena il 30% delle strutture precedenti l’occupazione. A testimonianza dell’immenso valore storico-artistico della struttura, il Changdeokgung è stato aggiunto alla lista dei Patrimoni mondiali dell’Umanità dall’UNESCO, nel 1997.

Cenni storici

Il Changdeokgung fu il secondo palazzo – dopo il Gyeongbokgung – ad essere costruito, nel 1395. Fu bruciato durante l’invasione giapponese nel 1592, per poi essere ricostruito nel 1609 dal re Seonjo e da re Gwanghaegun; fu di nuovo dato alle fiamme, nel 1623, a causa di una rivolta di re Injo contro Gwanghaegun; in tutte queste ricostruzioni, rimase sempre fedele al disegno originale.

Il Changdeokgung è stato il sito della corte reale e la sede del governo fino al 1868, quando il vicino Gyeongbokgung venne ricostruito; l’ultimo imperatore della Corea, Sunjong, vi abitò fino alla sua morte, avvenuta nel 1926. Oggi, vi sono 13 edifici ‘superstiti’, oltre a 28 padiglioni nei giardini, su un suolo di circa 45 ettari.

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Lo splendido edificio del Changdeokgung

Descrizione

Come accennato, contrariamente al Gyeongbokgung, i cui principali edifici sono disposti secondo una rigida disposizione, nel Changdeokgung gli edifici sono disposti più liberamente, ma in armonia con gli spazi circostanti. Il Changdeokgung compone di una zona ‘governativa’, incentrato sull’Injeongjeon e sul Seonjeongjeon, l’area privata del re, oltre alla zona Nakseonjae a est.

La maggior parte dei principali edifici ufficiali sono collocati nelle parti anteriore della residenza. Diverse sono le attrattive della residenza, e qui ne elencheremo solo alcune. Iniziamo col cancello Donhwamun, il cancello del palazzo principale, che fu costruito nel 1412, che possiede una sorta di struttura in legno a due piani, simile ad un padiglione, ed è la più grande di tutte le porte del palazzo; bruciato durante l’invasione giapponese del 1592, è stato restaurato nel 1608.

Un’altra importante attrattiva è il ponte Geumcheongyo, il ponte più vecchio ancora esistente a Seoul, costruito nel 1411, e la Sala Injeongjeon (insignita del titolo di ‘Tesoro Nazionale’), la sala del trono di Changdeokgung, utilizzata per importanti affari di Stato, tra cui l’incoronazione dei nuovi re e la ricezione di inviati stranieri. Costruita nel 1405, anch’essa fu ricostruita nel 1610 dopo essere stata bruciata durante l’invasione giapponese del 1592, per poi essere ricreata una terza volta nel 1804, ancora in seguito ad un incendio.

La Sala Seonjeongjeon fu invece un ufficio per i funzionari di governo, dove il re teneva incontri quotidiani con i ministri; la splendida Stanza Huijeongdang, invece, era la camera da letto del re, che divenne il suo studio dopo che la sala Seonjeongjeon venne ritenuta troppo piccola per condurre gli affari di Stato; distrutta anch’essa da un incendio (1917), la stanza venne ricostruita completamente diversa da quella originale.

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La meravigliosa Sala Injeongjeon, la sala del trono

La Sala Daejojeon, residenza ufficiale della regina, fu distrutta dall’incendio del 1917, e fu ricostruita con materiali presi dal Gyeongbokgung; qui troviamo testimonianza degli ultimi anni della famiglia reale della dinastia Joseon. Al Changdeokgung potrete ammirare anche il Juhamnu Pavilion, le librerie reali, oltre alla residenza Yeon gyeongdang, costruita nel 1827, che fu una sala delle udienze ispirata ai tipici salotti dei letterati.

Ma la meraviglia del Changdeokgung è senza dubbio il giardino di Huwon, di circa 32 ettari, che venne originariamente costruito per essere utilizzato dalla famiglia reale. Il giardino è dotato di un laghetto di loto, di padiglioni, e di paesaggistici prati, alberi e fiori. Ci sono oltre 26.000 esemplari di un centinaio di specie diverse di alberi all’interno del giardino, e alcuni di essi hanno più di 300 anni.

Il giardino per l’uso privato del re era stato chiamato ‘Geumwon‘ (‘giardino proibita’) perché anche gli alti funzionari non erano autorizzati ad entrare senza il permesso del re; oggi i coreani l’hanno rinominato ‘Biwon‘ (‘giardino segreto’). Anche se il giardino ebbe molti altri nomi, il più utilizzato rimase quello ufficiale: Huwon.

Durante gli anni, molte cerimonie di accoglienza da parte del re si sono svolte in questo giardino, soprattutto con la dinastia di Joseon, oltre a feste, giochi, o esplosioni di suggestivi fuochi d’artificio. Al suo interno è presente l’Ongnyucheon, (‘sogno di giada’), che contiene un canale di acqua a forma di U creato nel 1636, con una piccola cascata e una poesia incisa sul masso posto sopra di esso; quest’area contiene anche cinque piccoli padiglioni.

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Uno scorcio dello splendido giardino di Huwon

Come arrivare

In bus

Le linee che vi lasceranno nei pressi del Changdeokgung sono le seguenti: 102, 104, 106, 107, 140, 143, 149, 150, 151 e 710.

In metro

Per arrivare al Changdeokgung in metro, potrete prendere: la linea 3, scendendo alla stazione Anguk, proseguendo poi per circa 5 minuti a piedi, o la linea 5, scendendo alla stazione Jongno, proseguendo poi per circa 10 minuti a piedi.

Orari e tariffe

Orari d’apertura: da novembre a gennaio h. 9-17.30; da febbraio a maggio h. 9-18; da giugno ad agosto h. 9-18.30; settembre e ottobre h. 9-18.
Prezzi: 5.000 KRW (circa 4 euro)

Contatti

Sito web: www.eng.cdg.go.kr
E-mail: webmaster@cdg.go.kr
Tel.: +82 2 762 8261
Indirizzo: 99, Yulgok-ro, Jongno-gu – Seul