Luigi XII, successore di Carlo VIII, re di Francia, nel 1500 decise di recarsi in Italia per prendere il controllo di Milano, ma rendendosi conto della potenziale minaccia aragonese in Sud Italia, riuscì a convincere il re di Spagna a stipulare un patto segreto.

Il trattato, che venne firmato a Granada l’11 novembre del 1500, prevedeva la restituzione da parte dei francesi del Regno di Napoli. Dopo la resa di Federico I, nel 1501, il suo regno fu diviso fra Francia ed Aragona generando da subito disaccordi fra le forze occupanti spagnole e francesi, che si confrontavano sull’effettiva attribuzione della terra di mezzo fra i possedimenti dei due regni, lasciata indefinita nel trattato di Granada.

La storia della Sfida

La “Cantina della Sfida” è una storica osteria, conosciuta anche come casa di Veleno, dove, durante un banchetto, probabilmente inebriato dal buon vino pugliese, il francese La Motte, con arroganza avrebbe elogiato i suoi soldati e disprezzato gli italiani, ritenuti degli incapaci.

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La “Cantina della Disfida” a Barletta

I cavalieri spagnoli, dal loro canto, probabilmente altrettanto catturati dai fumi dell’alcool, provocarono i francesi comparando il loro valore a quello degli italiani.

La Motte e i suoi uomini non accettarono l’offesa di essere paragonati ai “pavidi” italiani e lanciarono una sfida, che fu accolta dal nobile e valoroso capitano di ventura Ettore Fieramosca da Capua: restava solo da organizzare il combattimento e scegliere i campioni di entrambi gli schieramenti.

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Interno della “Cantina della Disfida” a Barletta

Lo scambio di lettere tra il capitano di ventura italiano Fieramosca e il cavaliere francese Monsieur de La Motte, testimonia l’importanza che aveva il combattimento per i protagonisti. Fu stabilita la somma di cento corone per il riscatto dei prigionieri e che gli sfidanti sarebbero stati tredici cavalieri con due ostaggi per parte, quattro giudici e sedici cavalieri per testimoni.

In accordo fra le due parti, fu individuato il campo di battaglia in Contrada S.Elia, nella piana tra Andria e Corato, un territorio neutro appartenente a Trani ma sotto la giurisdizione Veneziana.

La mattina del 13 febbraio 1503, i Tredici italiani giurarono di difendere il proprio onore e quello dell’Italia e nel pomeriggio sconfissero gli arroganti francesi.

I francesi, che non avevano portato con loro il riscatto, convinti di uscire vincitori dal campo di battaglia, furono condotti prigionieri a Barletta.

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La rievocazione della “sfida”

I barlettani accolsero festanti i loro eroi, celebrarono i Tredici con tanto di processione della Madonna dell’Assunta, da allora ribattezzata Madonna della Sfida e conservata ancor oggi nella Cattedrale di Barletta.

Ogni anno la città di Barletta ricorda l’episodio con una serie d’iniziative che trasformano la città in un meraviglioso scenario con stendardi spagnoli, scudi e fiaccole che illuminano i vicoli del centro storico.

Alla rievocazione della “sfida” ogni anno partecipano famose personalità dello spettacolo che recitano i panni dei leggendari guerrieri e della corte dell’epoca. Sbandieratori e trombonieri, mangiafuoco e figuranti vi allieteranno mentre salutate l’ingresso dei prodi cavalieri.

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La rievocazione della “sfida”

La “Cantina della Disfida”

La Cantina si trova all’interno del palazzo che fu la sede del Gran Capitano delle truppe spagnole in Italia. E’ un luogo suggestivo in cui potrete rivivere il momento del lancio dell’offesa e immergervi in questa affascinante storia d’armi e di onori.

Orari Visite: dal Martedì alla Domenica, Mattino ore 9 – 13,  Pomeriggio ore 15 – 19.
Chiusura infrasettimanale: Lunedì.

Ingresso: 4 €